Gravina 2028, il giorno della verità

Audizione al Ministero per decidere chi sarà la capitale italiana della cultura

giovedì 26 febbraio 2026
Sono ore cruciali quelle della vigilia della audizione che la delegazione gravinese, capitanata dal sindaco Fedele Lagreca e dal consigliere comunale Ignazio Lovero, dovrà tenere presso la sala Spadolini del Ministero della Cultura, per convincere la giuria ad assegnare a Gravina il ruolo di capitale italiana della cultura per il 2028.

Una mezz'oretta per presentare il progetto "Radici al Futuro" (sembrerebbe che oltre alle parole che raccontano il progetto, verranno proiettati due brevi video), più un'altra trentina di minuti per rispondere alle domande della commissione che dovrà decidere quale delle dieci finaliste sarà dichiarata Capitale Italiana della Cultura.

E a Roma, domani al Ministero saranno davvero in tanti i gravinesi a presenziare all'evento dal vivo, con le dita incrociate. Oltre ai componenti dell'esecutivo e ai consiglieri comunali in ordine sparso, la delegazione gravinese sarà composta da alcuni degli ambasciatori di Gravina2028, dai componenti del comitato scientifico, dai rappresentanti della Span Speech, (l'agenzia che ha curato il dossier "Radici al Futuro") e addirittura da un paio di classi degli istituti scolastici superiori della città, "Tarantino" e "Bachelet".

Insomma, quasi un tifo da stadio per un evento più unico che raro, che comunque vadano le cose ha posto le basi, o forse "le radici", indicando la strada da intraprendere sul cammino della valorizzazione della cultura e del territorio.

Fiato sospeso dunque e dita incrociate, con la parola che passa alla commissione giudicante, nella speranza che il 27 marzo, data della proclamazione della capitale italiana della cultura per il 2028, sul gradino più alto del podio ci sia la città di Gravina.