Anche il Pallone di Gravina tra le Bandiere del Gusto Pugliesi

Coldiretti, Tra storia e tradizione in Puglia riconosciute 35 eccellenze agroalimentari in più

giovedì 26 febbraio 2026 12.02
La tradizione agroalimentare pugliese si conferma patrimonio da tutelare e valorizzare con 414 Bandiere del Gusto, 35 in più rispetto all'ultima revisione, le specialità alimentari tradizionali riconosciute dal MASAF, che rappresentano la prima ricchezza della Puglia con un valore stimato della filiera agroalimentare attorno a 13 miliardi di euro. È quanto emerge dall'analisi di Coldiretti Puglia, in occasione della presentazione della ventiseiesima revisione dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) al Mercato coperto dei contadini di Campagna Amica di Bari, con la presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie.

Per ottenere il riconoscimento PAT, un prodotto deve essere legato a una tradizione consolidata nel tempo, da almeno 25 anni nella stessa area geografica secondo modalità storicamente documentate, con un forte legame con il territorio e metodi di produzione tipici che ne conservano le caratteristiche organolettiche e culturali. A garantire questo patrimonio ci sono i contadini, custodi di tradizioni e biodiversità di inestimabile valore.

"A garantire questo patrimonio ci sono i contadini, veri eroi della biodiversità, che con mani sapienti e passione tramandano saperi antichi e storie di territorio", ha detto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, nel sottolinea che "la presentazione delle Bandiere del Gusto rappresenta un'occasione fondamentale per far conoscere e valorizzare le eccellenze agroalimentari pugliesi – ha aggiunto Piccioni – grazie a questi prodotti che raccontano storie di territori, tradizioni e famiglie di contadini che da generazioni custodiscono un patrimonio unico che merita di essere sostenuto e tutelato, soprattutto in un momento in cui difendere il vero Made in Italy è diventato essenziale".

Le Bandiere del Gusto pugliesi comprendono 17 formaggi, 3 oli e condimenti aromatizzati, 143 prodotti vegetali naturali o trasformati, 95 paste fresche e prodotti da panetteria, biscotteria, pasticceria e confetteria, 100 prodotti della gastronomia tradizionale, 11 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei con le tecniche particolari di allevamento, 4 prodotti di origine animale tra miele e lattiero-caseari, 16 bevande analcoliche, distillati e liquori e 25 carni fresche e loro preparazioni. Tra le eccellenze pugliesi figurano il capocollo di Martina Franca, la salsiccia a punta di coltello dell'Alta Murgia, la burrata, il pallone di Gravina, l'olio extravergine di oliva coratina, il limoncello, l'amaro del Gargano e il latte di mandorla, mentre tra le verdure spiccano la cima di rapa, i cardoncelli, i lampascioni sottolio, il barattiere o cianciuffo, i capperi del Gargano, i peperoni sottolio e le melanzane secche al sole. Non mancano le preparazioni storiche che raccontano la cultura gastronomica pugliese e le stagioni della tavola, come le orecchiette con le cime di rapa, i ciceri e tria, le brasciole pugliesi, il polpo alla pignatta, il baccalà con patate al forno, le cime di rapa stufate, il riso e carciofi all'uso di trani, le pettole salentine, i panzerotti con ricotta dolce e la parmigiana di melanzane. Dal grano dei morti ai troccoli, fino all'aspraggine volgare, ogni prodotto e ogni piatto custodiscono una storia e un sapore unici, frutto di tradizioni tramandate di generazione in generazione.

All'estero, il Made in Puglia continua a trainare le esportazioni con i prodotti simbolo della Dieta Mediterranea, come olio, vino e pasta, che guidano la classifica dei prodotti pugliesi più venduti nel mondo. Complessivamente, il patrimonio di qualità Made in Italy della Puglia comprende anche 60 cibi e vini DOP e IGP, posizionando la regione all'8° posto in Italia per prodotti DOP, IGP e STG, a cui si aggiungono 4 STG nazionali e 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 Indicazioni Geografiche. Secondo l'Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore dei prodotti DOP e IGP pugliesi vale711 milioni di euro, con il comparto agroalimentare che pesa per il 15,8% e quello vitivinicolo per il 84,2%.

I primati pugliesi devono però essere difesi dal fenomeno del "fake in Italy", il cibo straniero spacciato per italiano attraverso l'ultima trasformazione sostanziale, come prosciutti esteri salati e stagionati venduti come italiani o latte straniero trasformato in mozzarella italiana. Contro queste frodi è partita una grande mobilitazione di Coldiretti, con l'obiettivo di raccogliere 1 milione di firme per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola.