Verna: "Accoglienza turistica, questa sconosciuta!"
Riflessioni politiche del consigliere comunale di UnaBellaStoria Saverio Verna
giovedì 5 novembre 2026
9.02
L'accoglienza turistica di Gravina lascia a desiderare. Questo il pensiero del consigliere comunale di UnaBellaStoria Saverio Verna che ha voluto mettere nero su bianco alcune sue considerazioni e riflessioni sull'argomento. Ecco cosa scrive Verna.
A due mesi dall'inizio del nuovo anno, Gravina si appresta ad essere ufficialmente Capitale Regionale della Cultura 2027: un titolo, a mio credere, solo sulla carta.
I proclami del passato, resi in pompa magna, li ho ben impressi nella mente, così come ricordo le promesse di un rilancio turistico straordinario, con titoli esibiti sui giornali, anche attraverso una campagna di marketing istituzionale, che avrebbe dovuto proiettare Gravina tra le mete d'eccellenza della Regione. Basta però fare un giro in città, per toccare con mano la realtà: a Gravina l'accoglienza turistica resta un'illustre sconosciuta. Il rilancio promozionale sbandierato a gran voce non ha mai fatto il paio con la realtà dei fatti. Chi arriva nella nostra città si scontra immediatamente con l'assenza totale dei servizi più elementari, a partire dalle infrastrutture di base: mancano persino parcheggi attrezzati per gli autobus turistici, primo requisito minimo per chiunque voglia davvero fare accoglienza.
Mancano servizi per i disabili (per i quali l'attuazione dello sbandierato Peba si è rivelata l'ennesima promessa non mantenuta). Ma il vero paradosso è la totale inaccessibilità del nostro patrimonio.
I siti turistici e monumentali sono desolatamente chiusi. E non parlo soltanto dei luoghi più famosi, ma anche di gioielli recuperati e poi vergognosamente abbandonati. Emblematico è il caso della chiesa rupestre di Santa Lucia, con i suoi straordinari affreschi nelle due absidi: inaugurata con gran sfoggio di tagli di nastro nell'ottobre 2023, è ancora oggi sbarrata e inaccessibile a visitatori e cittadini. Un'opera su cui intervenire e che testimonia l'assenza assoluta di pianificazione. Non si è mai pensato, infatti, di avviare quel necessario coordinamento con le proprietà ecclesiastiche e private, indispensabile per garantire orari di apertura certi, continuativi e consultabili per i principali monumenti e le aree rupestri.
E se questo quadro di inefficienza non bastasse, a dare il "benvenuto" a chi arriva ci si mette il decoro urbano: Gravina è una città sporca, trascurata e abbandonata al proprio destino.
Ora, però, siamo alla vigilia della campagna elettorale. A breve torneranno a raccontare dei soliti imminenti e mirabolanti investimenti per il rifacimento delle strade, delle garanzie per i visitatori e di strutture finalmente "all'altezza" delle aspettative. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: ad oggi, quel marketing costoso (in passato, lo ho chiamato fumo negli occhi!) non ha prodotto un singolo risultato concreto per la comunità.
Gravina merita una gestione seria, servizi reali e una visione d'insieme che sblocchi davvero il nostro patrimonio.
Non servono le solite promesse da marciapiede elettorale!
#unabellastoria
(Avv. Saverio Verna)
A due mesi dall'inizio del nuovo anno, Gravina si appresta ad essere ufficialmente Capitale Regionale della Cultura 2027: un titolo, a mio credere, solo sulla carta.
I proclami del passato, resi in pompa magna, li ho ben impressi nella mente, così come ricordo le promesse di un rilancio turistico straordinario, con titoli esibiti sui giornali, anche attraverso una campagna di marketing istituzionale, che avrebbe dovuto proiettare Gravina tra le mete d'eccellenza della Regione. Basta però fare un giro in città, per toccare con mano la realtà: a Gravina l'accoglienza turistica resta un'illustre sconosciuta. Il rilancio promozionale sbandierato a gran voce non ha mai fatto il paio con la realtà dei fatti. Chi arriva nella nostra città si scontra immediatamente con l'assenza totale dei servizi più elementari, a partire dalle infrastrutture di base: mancano persino parcheggi attrezzati per gli autobus turistici, primo requisito minimo per chiunque voglia davvero fare accoglienza.
Mancano servizi per i disabili (per i quali l'attuazione dello sbandierato Peba si è rivelata l'ennesima promessa non mantenuta). Ma il vero paradosso è la totale inaccessibilità del nostro patrimonio.
I siti turistici e monumentali sono desolatamente chiusi. E non parlo soltanto dei luoghi più famosi, ma anche di gioielli recuperati e poi vergognosamente abbandonati. Emblematico è il caso della chiesa rupestre di Santa Lucia, con i suoi straordinari affreschi nelle due absidi: inaugurata con gran sfoggio di tagli di nastro nell'ottobre 2023, è ancora oggi sbarrata e inaccessibile a visitatori e cittadini. Un'opera su cui intervenire e che testimonia l'assenza assoluta di pianificazione. Non si è mai pensato, infatti, di avviare quel necessario coordinamento con le proprietà ecclesiastiche e private, indispensabile per garantire orari di apertura certi, continuativi e consultabili per i principali monumenti e le aree rupestri.
E se questo quadro di inefficienza non bastasse, a dare il "benvenuto" a chi arriva ci si mette il decoro urbano: Gravina è una città sporca, trascurata e abbandonata al proprio destino.
Ora, però, siamo alla vigilia della campagna elettorale. A breve torneranno a raccontare dei soliti imminenti e mirabolanti investimenti per il rifacimento delle strade, delle garanzie per i visitatori e di strutture finalmente "all'altezza" delle aspettative. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: ad oggi, quel marketing costoso (in passato, lo ho chiamato fumo negli occhi!) non ha prodotto un singolo risultato concreto per la comunità.
Gravina merita una gestione seria, servizi reali e una visione d'insieme che sblocchi davvero il nostro patrimonio.
Non servono le solite promesse da marciapiede elettorale!
#unabellastoria
(Avv. Saverio Verna)