50 anni fa 10 operai morivano in un incidente
Ieri una cerimonia e una targa per ricordare le vittime di quella tragedia che sconvolse la città di Gravina
giovedì 21 maggio 2026
9.45
Una installazione artistica per non dimenticare. A 50anni esatti dalla scomparsa del gruppo di operai tragicamente morti in un incidente stradale mentre erano di ritorno dal lavoro, i superstiti di quella tragedia che sconvolse la comunità gravinese e i familiari dei defunti hanno voluto commemorare quel triste episodio, attraverso una messa ed una cerimonia presso una scultura impiantata in piazza Scacchi.
Erano le 17.45 di quel maledetto pomeriggio del 20 maggio del 1976 quando dieci ventenni operai tra muratori e carpentieri tornavano verso casa, dopo una giornata di lavoro.
I giovani lavoratori percorrevano la statale 99 Matera-Altamura a bordo di un furgoncino e di uno mini minor quando, a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, il conducente della mini minor perse il controllo del mezzo andando a finire sotto un camion, mentre il furgoncino che la seguiva andò a tamponare violentemente lo stesso mezzo pesante.
Morirono in dieci: Michele Abruzzese, Giuseppe DIgiglio, Filippo Mirolla, Paolo Messina, Pasquale Messina, Giuseppe Petrafesa, Donato Picciallo, Felice Piemonte, Vincenzo Sornatale e Felice Varvara.
Da quel terribile schianto si salvarono solo in due, Tonino Varvara e Natalino Mascellaro e proprio quest'ultimo si è fatto promotore dell'iniziativa.
Alla messa presso il cimitero tenuta dal parroco Don Vito Cassese alla presenza del vicesindaco Filippo Ferrante, ha fatto seguito una cerimonia presieduta dal sindaco Fedele Lagreca, con l'istallazione di una targa nella centrale piazza Scacchi.
"Questa targa serve per ricordare tutte le tragedie" - ha detto il sindaco Lagreca.
Parole che hanno colpito i presenti e hanno trovato una sponda nell'organizzatore dell'evento, Natalino Mascellaro, che ci ha raccontato come erano anni che aveva intenzione di fare qualcosa che rimanesse come intangibile memoria di sinceri amici, vittime del lavoro.
Ma il monumento in piazza Scacchi deve avere anche un'altra funzione. L'idea di Mascellaro è quella che possa servire anche da monito alle generazioni dei giovani che si mettono in macchina, spesso nei fine settimana, per andare alla ricerca della movida, lontani dal nostro paese: "a loro va il mio pensiero, affinché possano dare il giusto valore alla vita, prestando la massima attenzione quando si pongono alla guida".
Erano le 17.45 di quel maledetto pomeriggio del 20 maggio del 1976 quando dieci ventenni operai tra muratori e carpentieri tornavano verso casa, dopo una giornata di lavoro.
I giovani lavoratori percorrevano la statale 99 Matera-Altamura a bordo di un furgoncino e di uno mini minor quando, a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia, il conducente della mini minor perse il controllo del mezzo andando a finire sotto un camion, mentre il furgoncino che la seguiva andò a tamponare violentemente lo stesso mezzo pesante.
Morirono in dieci: Michele Abruzzese, Giuseppe DIgiglio, Filippo Mirolla, Paolo Messina, Pasquale Messina, Giuseppe Petrafesa, Donato Picciallo, Felice Piemonte, Vincenzo Sornatale e Felice Varvara.
Da quel terribile schianto si salvarono solo in due, Tonino Varvara e Natalino Mascellaro e proprio quest'ultimo si è fatto promotore dell'iniziativa.
Alla messa presso il cimitero tenuta dal parroco Don Vito Cassese alla presenza del vicesindaco Filippo Ferrante, ha fatto seguito una cerimonia presieduta dal sindaco Fedele Lagreca, con l'istallazione di una targa nella centrale piazza Scacchi.
"Questa targa serve per ricordare tutte le tragedie" - ha detto il sindaco Lagreca.
Parole che hanno colpito i presenti e hanno trovato una sponda nell'organizzatore dell'evento, Natalino Mascellaro, che ci ha raccontato come erano anni che aveva intenzione di fare qualcosa che rimanesse come intangibile memoria di sinceri amici, vittime del lavoro.
Ma il monumento in piazza Scacchi deve avere anche un'altra funzione. L'idea di Mascellaro è quella che possa servire anche da monito alle generazioni dei giovani che si mettono in macchina, spesso nei fine settimana, per andare alla ricerca della movida, lontani dal nostro paese: "a loro va il mio pensiero, affinché possano dare il giusto valore alla vita, prestando la massima attenzione quando si pongono alla guida".