"1946-1948. Nascita di una Repubblica"
Un confronto sulle origini dell'Italia democratica
domenica 31 maggio 2026
10.16
Un viaggio tra le fragilità, le contraddizioni e le speranze che hanno accompagnato la nascita della Repubblica italiana. È questo il tema al centro dell'incontro dedicato al volume "1946-1948. Nascita di una Repubblica", occasione di confronto che ha riunito studiosi e appassionati di storia attorno a una delle stagioni più delicate della vita politica del Paese.
A moderare l'incontro è stata Rosa Fiore, che ha introdotto il dibattito presentando i relatori intervenuti nel corso della serata. Dopo gli onori di casa di Filippo Tarantino, presidente della Fondazione Pomarici Santomasi la cui pinacoteca ha fatto da cornice alla conferenza, la discussione è entrata nel vivo con una domanda rivolta all'autore del volume: come nasce l'idea di raccontare proprio il biennio compreso tra il 1946 e il 1948?
La risposta ha evidenziato la volontà di offrire un ulteriore spunto di riflessione su un passaggio storico spesso dato per acquisito. Il libro propone, infatti, una ricostruzione della complessa costruzione della Repubblica italiana, mettendo in luce come il percorso verso la nuova forma di Stato non fosse affatto scontato e come l'esito finale sarebbe potuto essere diverso.
Nel corso dell'incontro è stato ripercorso il quadro storico che va dal referendum istituzionale del 1946 fino all'entrata in vigore della Costituzione, attraversando i momenti decisivi che hanno segnato la nascita della democrazia repubblicana. Una riflessione che non ha trascurato il contesto internazionale del dopoguerra, elemento determinante per comprendere le scelte politiche compiute dall'Italia in quegli anni.
Particolare attenzione è stata dedicata alla questione dell'epurazione dei fascisti e alle conseguenze della sua mancata realizzazione. Secondo l'autore, un'epurazione estesa sarebbe stata sostanzialmente impossibile, soprattutto all'interno della magistratura, e i pochi interventi messi in campo non avrebbero avuto effetti realmente risolutivi.
Tra i temi affrontati anche il rapporto dell'Italia contemporanea con il proprio passato. Il professor Fiume, ha indagato le ragioni per cui questo periodo storico continui a essere meno presente nella produzione editoriale rispetto ad altre fasi del Novecento, richiamando il persistente confronto con l'eredità del fascismo e con le sue molteplici letture, attraverso un intervento appassionato dal taglio trasversale che ha toccato il tema anche da un punto di vista politico e sociologico.
A seguire ha preso la parola il professor Franco Laiso, da sempre voce attiva sul piano politico e culturale della città, che ha lanciato un provocatorio spunto di riflessione ai presenti facendoci riflettere, attraverso il racconto di una storia nostrana, su come una verità storica oggettiva sia molto difficile, se non impossibile, da ricostruire nel corso del tempo, poiché viziata dal modo in cui viene tramandata da fazioni opposte.
Il dibattito si è poi spostato sul piano politico e costituzionale. Sollecitato da Laiso, Martino ha approfondito il significato dell'espressione "democrazia progressiva" e il concetto di Costituzione programmatica, evidenziando il ruolo della Carta costituzionale non soltanto come insieme di regole, ma anche come progetto politico e sociale capace di orientare il futuro della Repubblica.
L'incontro ha così offerto ai presenti l'occasione di tornare a riflettere su una fase decisiva della storia italiana, ricordando come la nascita della Repubblica sia stata il risultato di un percorso complesso, attraversato da tensioni politiche, scelte difficili e visioni differenti del futuro del Paese.
A moderare l'incontro è stata Rosa Fiore, che ha introdotto il dibattito presentando i relatori intervenuti nel corso della serata. Dopo gli onori di casa di Filippo Tarantino, presidente della Fondazione Pomarici Santomasi la cui pinacoteca ha fatto da cornice alla conferenza, la discussione è entrata nel vivo con una domanda rivolta all'autore del volume: come nasce l'idea di raccontare proprio il biennio compreso tra il 1946 e il 1948?
La risposta ha evidenziato la volontà di offrire un ulteriore spunto di riflessione su un passaggio storico spesso dato per acquisito. Il libro propone, infatti, una ricostruzione della complessa costruzione della Repubblica italiana, mettendo in luce come il percorso verso la nuova forma di Stato non fosse affatto scontato e come l'esito finale sarebbe potuto essere diverso.
Nel corso dell'incontro è stato ripercorso il quadro storico che va dal referendum istituzionale del 1946 fino all'entrata in vigore della Costituzione, attraversando i momenti decisivi che hanno segnato la nascita della democrazia repubblicana. Una riflessione che non ha trascurato il contesto internazionale del dopoguerra, elemento determinante per comprendere le scelte politiche compiute dall'Italia in quegli anni.
Particolare attenzione è stata dedicata alla questione dell'epurazione dei fascisti e alle conseguenze della sua mancata realizzazione. Secondo l'autore, un'epurazione estesa sarebbe stata sostanzialmente impossibile, soprattutto all'interno della magistratura, e i pochi interventi messi in campo non avrebbero avuto effetti realmente risolutivi.
Tra i temi affrontati anche il rapporto dell'Italia contemporanea con il proprio passato. Il professor Fiume, ha indagato le ragioni per cui questo periodo storico continui a essere meno presente nella produzione editoriale rispetto ad altre fasi del Novecento, richiamando il persistente confronto con l'eredità del fascismo e con le sue molteplici letture, attraverso un intervento appassionato dal taglio trasversale che ha toccato il tema anche da un punto di vista politico e sociologico.
A seguire ha preso la parola il professor Franco Laiso, da sempre voce attiva sul piano politico e culturale della città, che ha lanciato un provocatorio spunto di riflessione ai presenti facendoci riflettere, attraverso il racconto di una storia nostrana, su come una verità storica oggettiva sia molto difficile, se non impossibile, da ricostruire nel corso del tempo, poiché viziata dal modo in cui viene tramandata da fazioni opposte.
Il dibattito si è poi spostato sul piano politico e costituzionale. Sollecitato da Laiso, Martino ha approfondito il significato dell'espressione "democrazia progressiva" e il concetto di Costituzione programmatica, evidenziando il ruolo della Carta costituzionale non soltanto come insieme di regole, ma anche come progetto politico e sociale capace di orientare il futuro della Repubblica.
L'incontro ha così offerto ai presenti l'occasione di tornare a riflettere su una fase decisiva della storia italiana, ricordando come la nascita della Repubblica sia stata il risultato di un percorso complesso, attraversato da tensioni politiche, scelte difficili e visioni differenti del futuro del Paese.