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Cronaca

Scandalo commissioni, tutti prosciolti

Il gup smonta le tesi della Procura: il fatto non sussiste o non costituisce reato

E' di 16 proscioglimenti e tre assoluzioni il bilancio dell'udienza preliminare nel procedimento penale che vedeva tra gli imputati,nuovi ed ex consiglieri comunali, tutti accusati, a vario titolo e con diverso grado di responsabilità, di presunte irregolarità in ordine alla redazione dei verbali di Commissioni consiliari, sulla base dei quali avevano luogo la liquidazione dei gettoni di presenza. Irregolarità che, secondo l'accusa, avrebbero consentito la liquidazione di gettoni di presenza anche a favore di colleghi che senza dar corso ad alcun reato, si sarebbero limitati a godere del beneficio derivante dall'incasso dei gettoni medesimi.
L'ipotesi di reato era abuso d'ufficio e falsità ideologica "poiché – scriveva il pm - in qualità di presidente o segretario di commissione, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in violazione del regolamento del consiglio comunale, omettendo di redigere e comunque di trasmettere i verbali giornalieri di commissione, non consentendo con tale comportamento la regolare esecuzione di indagini di polizia giudiziaria tese a riscontro dell'effettivo svolgimento dei lavori di commissione, procuravano intenzionalmente a se e ad altri consiglieri un ingiusto profitto a danno del Comune di Gravina".

Il procedimento iniziato dopo la denuncia presentata dall'avvocato Sergio Casareale che ha dato il via alle indagini della Guardia di Finanzia, ha portato alla sbarra 17 tra nuovi ed ex consiglieri e due funzionari comunali, tutti rinviati a giudizio lo scorso dicembre. A febbraio, invece, il Comune di Gravina, considerato parte offesa nel processo, ha presentato la costituzione di parte civile.
Questa mattina dinanzi ai difensori degli imputati e alla presenza degli avvocati comunali, il giudice Antonio Diella, ha prosciolto tutti.
Secondo Diella, che ha chiesto 30 giorni per depositare le motivazioni del provvedimento, Pietro Cappiello, Vito Mazzarella, Luigi Serangelo, Raffaele Lorusso, Giovanni Depascale, Domenico Calderoni, Vito Martemucci, Michele Lamuraglia, Nicola Cornacchia, Vitangelo Cianciulli, Raffaele Moretti, Michele Andriani, Angelo Lapolla, Pasquale Langiulli e Emanuele Digennaro sono stati prosciolti perché "il fatto non costituisce reato".

Assolti invece Salvatore Buonamassa e Antonio Stragapede, che avevano chiesto di essere sottoposti al rito abbreviato e per cui il pm Antonino Lupo aveva già presentato una richiesta di condanna. Entrambi sono stati assolti perché "il fatto non costituisce reato". Tra sessanta giorni saranno depositate le motivazioni.
Assolto anche l'ex assessore Sergio Varvara accusato in un primo momento anche del reato di truffa contro il Ministero della pubblica istruzione. Anche nei suoi confronti il giudice ha emesso l'assoluzione con formula piena perchè "il fatto non sussiste".
Assolti anche i due funzionari del Comune ritenuti anche loro estranei ai fatti.

Si chiude, in pratica ancor prima di iniziare, quello che per tanti era stato definito un "terremoto politico". Tutti gli imputati si sono sempre difesi e dichiarati innocenti nonostante le pesantissime accuse mosse dal pm. Accuse che a quanto pare non hanno convinto il giudice.
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