Un viaggio alla corte itinerante Federiciana
Al Chiostro di Santa Sofia il Gravinafestival 2026
martedì 30 giugno 2026
Si è svolto sabato 27 giugno 2026, presso il suggestivo Chiostro di Santa Sofia di Gravina in Puglia, il convegno "A Corte di Federico II", appuntamento inserito nella 9ª edizione del Gravinafestival, manifestazione dedicata alla valorizzazione della storia, della cultura e delle tradizioni del territorio.
L'evento, promosso dall'Associazione Culturale Amici della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, in collaborazione con Teatroppiù APS ha riscosso l'interesse di studiosi, appassionati di storia e cittadini, offrendo un'affascinante immersione alla corte federiciana.
L'iniziativa si è svolta con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia e del Comune di Gravina in Puglia, a conferma dell'importanza culturale dell'evento. Ad aprire l'incontro è stata la prof.ssa Marisa D'Agostino, presidente dell'Associazione Amici della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, che ha introdotto il tema della serata e il prof. Pasquale Corsi, presidente della Società di Storia Patria per la Puglia – Bari, che ha tenuto l'intervento dal titolo "Feste, giochi e musiche alla corte di Federico II".
La relazione ha permesso al pubblico di scoprire aspetti meno noti della vita quotidiana presso la corte di Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore del Sacro Romano Impero, re di Sicilia.
Per la sua straordinaria cultura e il suo carattere fuori dagli schemi fu definito dai contemporanei Stupor Mundi, cioè "Meraviglia del Mondo". La sua corte non era stabile, ma itinerante: l'imperatore si spostava continuamente tra castelli, città e residenze del Regno di Sicilia e dell'Impero, una corte aperta a tutte le culture. Durante i suoi frequenti spostamenti era accompagnato da una corte di straordinaria imponenza, il suo seguito comprendeva cavalieri, funzionari, notai, studiosi, medici, falconieri e servitori, oltre a numerosi animali destinati alla caccia e all'intrattenimento.
Le cronache dell'epoca riportano la presenza di animali esotici, provenienti dall'Oriente e dall'Africa, che suscitavano stupore e meraviglia tra le popolazioni incontrate lungo il percorso, contribuendo a rafforzare l'immagine dell'imperatore come autentico "Stupor Mundi",
Una personalità unica, un uomo curioso, parlava diverse lingue, tra cui latino, siciliano, tedesco e francese, e mostrava interesse per ogni forma di sapere. Non si limitava alla politica o alla guerra: amava discutere di filosofia, medicina, astronomia, diritto e scienze naturali.
Uno degli aspetti più moderni del suo regno fu la capacità di dialogare con popoli e religioni diverse. Durante il suo regno nacque la celebre Scuola Siciliana, considerata la prima vera scuola della letteratura italiana. Poeti e funzionari della sua corte iniziarono a scrivere in lingua siciliana anziché in latino, gettando le basi della futura lingua italiana e influenzando anche autori come Dante.
Federico II amava circondarsi di edifici eleganti e funzionali. Nei documenti dell'epoca compare spesso il termine latino Domus Solaciorum, cioè "casa del piacere" o "dimora del riposo", utilizzato per indicare residenze destinate al relax, alla caccia e alla contemplazione del paesaggio. Per il sovrano il bello e la natura erano parte integrante della vita di corte.
Una curiosità menzionata, riguarda la sua attenzione per l'igiene e la salute personale.
In un'epoca in cui lavarsi frequentemente non era affatto scontato, Federico promuoveva la pulizia del corpo e degli ambienti, anche grazie all'influenza delle tradizioni arabe, che attribuivano grande importanza all'igiene quotidiana. Si ritiene che Federico II fosse solito consumare un solo pasto principale al giorno, privilegiando la moderazione alimentare rispetto agli eccessi tipici di molte corti medievali.
Federico II era appassionato della falconeria, l'arte di addestrare i falchi per la caccia. Dedicò a questo tema un'opera fondamentale, il De Arte Venandi cum Avibus, considerato ancora oggi uno dei più importanti trattati medievali sull'ornitologia e sulla caccia con i rapaci. Per lui non era solo uno sport, ma anche un modo per osservare scientificamente la natura.
A chiudere la serata è stata la suggestiva performance artistica "Sotto il cielo dello Stupor Mundi: il volo della colomba e il canto del falcone", interpretata da Stefania Carulli, Maria Dibattista e Chiara Lorusso.
Lo spettacolo, curato da Teatroppiù APS, ha saputo fondere teatro, narrazione e rievocazione storica, trasportando il pubblico nelle atmosfere raffinate della corte di Federico II.
L'evento, promosso dall'Associazione Culturale Amici della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, in collaborazione con Teatroppiù APS ha riscosso l'interesse di studiosi, appassionati di storia e cittadini, offrendo un'affascinante immersione alla corte federiciana.
L'iniziativa si è svolta con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia e del Comune di Gravina in Puglia, a conferma dell'importanza culturale dell'evento. Ad aprire l'incontro è stata la prof.ssa Marisa D'Agostino, presidente dell'Associazione Amici della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, che ha introdotto il tema della serata e il prof. Pasquale Corsi, presidente della Società di Storia Patria per la Puglia – Bari, che ha tenuto l'intervento dal titolo "Feste, giochi e musiche alla corte di Federico II".
La relazione ha permesso al pubblico di scoprire aspetti meno noti della vita quotidiana presso la corte di Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore del Sacro Romano Impero, re di Sicilia.
Per la sua straordinaria cultura e il suo carattere fuori dagli schemi fu definito dai contemporanei Stupor Mundi, cioè "Meraviglia del Mondo". La sua corte non era stabile, ma itinerante: l'imperatore si spostava continuamente tra castelli, città e residenze del Regno di Sicilia e dell'Impero, una corte aperta a tutte le culture. Durante i suoi frequenti spostamenti era accompagnato da una corte di straordinaria imponenza, il suo seguito comprendeva cavalieri, funzionari, notai, studiosi, medici, falconieri e servitori, oltre a numerosi animali destinati alla caccia e all'intrattenimento.
Le cronache dell'epoca riportano la presenza di animali esotici, provenienti dall'Oriente e dall'Africa, che suscitavano stupore e meraviglia tra le popolazioni incontrate lungo il percorso, contribuendo a rafforzare l'immagine dell'imperatore come autentico "Stupor Mundi",
Una personalità unica, un uomo curioso, parlava diverse lingue, tra cui latino, siciliano, tedesco e francese, e mostrava interesse per ogni forma di sapere. Non si limitava alla politica o alla guerra: amava discutere di filosofia, medicina, astronomia, diritto e scienze naturali.
Uno degli aspetti più moderni del suo regno fu la capacità di dialogare con popoli e religioni diverse. Durante il suo regno nacque la celebre Scuola Siciliana, considerata la prima vera scuola della letteratura italiana. Poeti e funzionari della sua corte iniziarono a scrivere in lingua siciliana anziché in latino, gettando le basi della futura lingua italiana e influenzando anche autori come Dante.
Federico II amava circondarsi di edifici eleganti e funzionali. Nei documenti dell'epoca compare spesso il termine latino Domus Solaciorum, cioè "casa del piacere" o "dimora del riposo", utilizzato per indicare residenze destinate al relax, alla caccia e alla contemplazione del paesaggio. Per il sovrano il bello e la natura erano parte integrante della vita di corte.
Una curiosità menzionata, riguarda la sua attenzione per l'igiene e la salute personale.
In un'epoca in cui lavarsi frequentemente non era affatto scontato, Federico promuoveva la pulizia del corpo e degli ambienti, anche grazie all'influenza delle tradizioni arabe, che attribuivano grande importanza all'igiene quotidiana. Si ritiene che Federico II fosse solito consumare un solo pasto principale al giorno, privilegiando la moderazione alimentare rispetto agli eccessi tipici di molte corti medievali.
Federico II era appassionato della falconeria, l'arte di addestrare i falchi per la caccia. Dedicò a questo tema un'opera fondamentale, il De Arte Venandi cum Avibus, considerato ancora oggi uno dei più importanti trattati medievali sull'ornitologia e sulla caccia con i rapaci. Per lui non era solo uno sport, ma anche un modo per osservare scientificamente la natura.
A chiudere la serata è stata la suggestiva performance artistica "Sotto il cielo dello Stupor Mundi: il volo della colomba e il canto del falcone", interpretata da Stefania Carulli, Maria Dibattista e Chiara Lorusso.
Lo spettacolo, curato da Teatroppiù APS, ha saputo fondere teatro, narrazione e rievocazione storica, trasportando il pubblico nelle atmosfere raffinate della corte di Federico II.