Puglia, approvato il nuovo Piano per la Qualità dell’Aria
Strategia integrata tra salute, ambiente ed energia
domenica 25 ottobre 2026
La Giunta regionale della Puglia ha dato il via libera definitivo al nuovo Piano Regionale per la Qualità dell'Aria, uno strumento di programmazione strategica ideato per tutelare la salute dei cittadini, proteggere l'ambiente e abbattere drasticamente le emissioni inquinanti. L'iniziativa risponde alle stringenti direttive europee proiettate al 2030 e punta a superare definitivamente le criticità storiche legate ai livelli di PM10 che in passato hanno interessato alcune aree del territorio pugliese.
Come sottolineato dall'assessore regionale all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, il Piano si propone come una guida trasversale che coordinerà le politiche regionali nei settori chiave dell'economia e della vita quotidiana: dall'energia alla mobilità, passando per l'agricoltura, le attività produttive e la pianificazione urbana. L'obiettivo primario è integrare la tutela atmosferica con la strategia energetica regionale e con gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, favorendo la transizione verso le fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e la decarbonizzazione del tessuto industriale.
Per garantire un controllo capillare ed efficace, la Regione ha destinato oltre 2,6 milioni di euro ad Arpa Puglia per il potenziamento e l'adeguamento della rete di monitoraggio atmosferico. I dati raccolti dalle centraline evidenziano infatti una generale conformità ai limiti di legge, ma rilevano criticità stagionali legate soprattutto alle polveri sottili generate da vecchi impianti di riscaldamento a biomassa. Per questo motivo, la strategia regionale prevede incentivi per la sostituzione di stufe e camini obsoleti, affiancati da progressivi divieti di utilizzo per i generatori meno efficienti a partire dal 2026 e dal 2030 nelle zone più a rischio.
Sul fronte dei trasporti, la svolta green passa attraverso il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale con mezzi a basso impatto, il potenziamento della mobilità ciclistica, limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel più inquinanti e l'elettrificazione delle banchine portuali nei nodi di Bari, Brindisi e Taranto. Contestualmente, le imprese saranno soggette a prescrizioni ambientali più severe per ottenere le autorizzazioni, mentre nuove risorse richieste al Ministero dell'Ambiente serviranno a finanziare interventi di forestazione e biorisanamento urbano, ampliando l'esperienza dei parchi verdi già avviata a Bari e Lecce.
Il Piano rafforza infine il ruolo dei Comuni nella gestione delle emergenze e punta su educazione ambientale e partecipazione cittadina per diffondere buone pratiche. L'efficacia delle misure sarà costantemente valutata attraverso un articolato sistema di indicatori di impatto e con il supporto sanitario del progetto scientifico PREV-A, garantendo un'azione dinamica capace di correggere la rotta qualora necessario per azzerare l'esposizione della popolazione agli inquinanti.
Come sottolineato dall'assessore regionale all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, il Piano si propone come una guida trasversale che coordinerà le politiche regionali nei settori chiave dell'economia e della vita quotidiana: dall'energia alla mobilità, passando per l'agricoltura, le attività produttive e la pianificazione urbana. L'obiettivo primario è integrare la tutela atmosferica con la strategia energetica regionale e con gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici, favorendo la transizione verso le fonti rinnovabili, l'efficienza energetica e la decarbonizzazione del tessuto industriale.
Per garantire un controllo capillare ed efficace, la Regione ha destinato oltre 2,6 milioni di euro ad Arpa Puglia per il potenziamento e l'adeguamento della rete di monitoraggio atmosferico. I dati raccolti dalle centraline evidenziano infatti una generale conformità ai limiti di legge, ma rilevano criticità stagionali legate soprattutto alle polveri sottili generate da vecchi impianti di riscaldamento a biomassa. Per questo motivo, la strategia regionale prevede incentivi per la sostituzione di stufe e camini obsoleti, affiancati da progressivi divieti di utilizzo per i generatori meno efficienti a partire dal 2026 e dal 2030 nelle zone più a rischio.
Sul fronte dei trasporti, la svolta green passa attraverso il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale con mezzi a basso impatto, il potenziamento della mobilità ciclistica, limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel più inquinanti e l'elettrificazione delle banchine portuali nei nodi di Bari, Brindisi e Taranto. Contestualmente, le imprese saranno soggette a prescrizioni ambientali più severe per ottenere le autorizzazioni, mentre nuove risorse richieste al Ministero dell'Ambiente serviranno a finanziare interventi di forestazione e biorisanamento urbano, ampliando l'esperienza dei parchi verdi già avviata a Bari e Lecce.
Il Piano rafforza infine il ruolo dei Comuni nella gestione delle emergenze e punta su educazione ambientale e partecipazione cittadina per diffondere buone pratiche. L'efficacia delle misure sarà costantemente valutata attraverso un articolato sistema di indicatori di impatto e con il supporto sanitario del progetto scientifico PREV-A, garantendo un'azione dinamica capace di correggere la rotta qualora necessario per azzerare l'esposizione della popolazione agli inquinanti.