La BPPB in cordata per l’acquisto dell’ex Popolare di Bari

Operazione insieme a Credem e Iccrea

lunedì 21 settembre 2026
A cura di Giuseppe Massari
La Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che già nel trascorso passato di oltre 30 anni fa, sotto la guida del presidente Dott. Raffaele D'Ecclessis, fu ad un passo dalla fusione con la Banca Popolare di Bari ma poi, l'operazione non andò in porto, concorre insieme a Credem e alla cordata formata da Iccrea all'acquisto della ex Banca Popolare di Bari, gestita per oltre 30 anni dalla famiglia Iacobini e oggi diventata, dopo le vicende giudiziarie dell'ex C.d.A. e dell'allora presidente Gianmarco Iacobini e del commissariamento, Banca del Mezzogiorno.

Il nuovo istituto bancario barese, nel frattempo, ha recuperato redditività (nel primo semestre 2026 il risultato netto ha raggiunto quota 46,87 milioni, la raccolta si aggira sui 12 miliardi, gli impieghi intorno ai 6 miliardi), ha consolidato la sua presenza anche in Abruzzo, Campania e Basilicata (ma 65 dei 217 sportelli sono in Puglia) e soprattutto ha acquistato un'identità di banca retail, orientata alla famiglia. Insieme ai già istituti di credito sopracitati, tra i pretendenti compare anche Unicredit. Inizialmente, invece, erano quattro le offerte, perché compariva, inoltre, la banca francese Credit Agricole, che, nelle ultime ore si è defilata.

Il prezzo stimato dell'operazione si aggira intorno ai 450 milioni, meno del valore di libro (il patrimonio netto è valutato in 576 milioni a fine 2025), ed è su questa base che si dovrebbero sviluppare le offerte. Spiccioli rispetto all'investimento necessario a salvare la Popolare dopo il commissariamento di dicembre 2019: circa 1,6 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi arrivano dal Fidt (il Fondo interbancario di tutela dei depositi).

A tal riguardo le indicazioni e le condizioni poste dal Ministero e dal Ministro dell'Economia sono molto chiare: concludere la cessione entro l'anno, ma anche di privilegiare l'aspetto occupazionale: non conterà, insomma, solo l'offerta migliore dal punto di vista economico, ma anche quella che riuscirà a preservare l'identità di BdM e la sua presenza territoriale al Sud, con relative garanzie sul fronte dell'occupazione, evitando quindi che l'operazione si trasformi nel solito shopping di sportelli con annessi spezzatini.