L’arte di Salvatore Balice in mostra a Gravina.
Che cosa succede quando si smette di obbligare la forma a significare qualcosa?
sabato 19 settembre 2026
17.48
Si è inaugurata venerdì sera la mostra ospitata presso gli spazi espositivi del palazzo sede del museo civico di Gravina in piazza Benedetto XIII che resterà visitabile fino a domenica 20 settembre 2026 e questa sera vedrà un nuovo momento di confronto diretto con l'artista. Alle 19.30 nella corte interna del palazzo, l'incontro con Salvatore Balice e la sua poetica visiva, in dialogo con Raffaella Iannetti, introdurrà il progetto agli astanti e accompagnerà il pubblico in una visita speciale guidata alle opere.
Salvatore Balice porta a Gravina una Breve Retrospettiva della sua esperienza trasposta nelle opere pittoriche e fotografiche.
L'interessante progetto è frutto dell'esperienza multidisciplinare dell'artista barese, formato come interior designer a Londra, con una lunga attività nell'interior e furniture design, fotografia, scultura e installazione. Nel suo percorso espositivo figurano, tra gli altri, la London Art Biennale 2023, la Biennale di Chianciano 2024 e personali a Bari e Conversano dove Balice ha mostrato sempre più l'abbandonando progressivo della rappresentazione figurativa.
Se si cercasse necessariamente una chiave di interpretazione delle sue opere si resterebbe delusi.
Le sue "Composizioni" rappresentano tracce che emergono, sempre diverse, e restano impresse sulla tela. Tracce di una tensione che caratterizza l'artista: passare attraverso ciò che si frappone tra la ricerca del silenzio ed il frastuono.
Il silenzio non è però il tema, è esperienza necessaria che fa l'autore, una percezione interiore che guida la gestualità, crea il segno, definisce un inizio che viene disatteso continuamente, lascia spazio al processo di creazione fino a che l'impulso ha forza.
Il risultato? una summa di quella ricerca instancabile del silenzio, dell'origine quasi violata accidentalmente e del linguaggio del colore che si esprime grazie alla luce consegnata in un non finito poetico e vibrante allo sguardo del visitatore.
È da questa sottrazione della figura, della narrazione, persino dell'intenzione che la superficie della tela prende, così, la parola definendo relazioni e stratificazioni e descrivendo un'urgenza esistenziale corale non definibile mai a priori.
Possibili territori artistici di confronto sono l'informale italiano e l'espressionismo astratto americano ma, considerando diversissimi i contesti in cui l'autore vive, è un'altra la condizione che porta Balice a dipingere, è quella dell'artista contemporaneo immerso in un mondo saturo di immagini, informazioni, progettazione, comunicazione e significati.
Ed è proprio per questo che il suo "silenzio" acquista un valore tutto contemporaneo, e necessario come sottolineato anche dal Mons. Russo, uno dei primi visitatori della esposizione.
Negato il significato intenzionale, dunque, la sua pittura è creatrice di spazio sulla tela, uno spazio che sa lasciar far accadere!
E quando si smette di obbligare la forma a significare qualcosa la ricerca interiore dell'artista si esporta anche al fuori, in uno spazio nuovo che si guadagna il visitatore che, sin dal primo contatto con l'opera d'arte, non deve necessariamente rintracciare una storia nell'opera, deve sostarvi davanti, fermarsi, vedere ciò che nel processo di creazione è emerso autonomamente.
L'evento è patrocinato dal Comune di Gravina in Puglia, presente all'inaugurazione nella persona dell'Ass. con delega all'Istruzione Mariella Lorusso, rientra nella attività culturali prodromiche a Gravina2027, Capitale della Cultura di Puglia.
L'invito a partecipare è rinnovato.
Salvatore Balice porta a Gravina una Breve Retrospettiva della sua esperienza trasposta nelle opere pittoriche e fotografiche.
L'interessante progetto è frutto dell'esperienza multidisciplinare dell'artista barese, formato come interior designer a Londra, con una lunga attività nell'interior e furniture design, fotografia, scultura e installazione. Nel suo percorso espositivo figurano, tra gli altri, la London Art Biennale 2023, la Biennale di Chianciano 2024 e personali a Bari e Conversano dove Balice ha mostrato sempre più l'abbandonando progressivo della rappresentazione figurativa.
Se si cercasse necessariamente una chiave di interpretazione delle sue opere si resterebbe delusi.
Le sue "Composizioni" rappresentano tracce che emergono, sempre diverse, e restano impresse sulla tela. Tracce di una tensione che caratterizza l'artista: passare attraverso ciò che si frappone tra la ricerca del silenzio ed il frastuono.
Il silenzio non è però il tema, è esperienza necessaria che fa l'autore, una percezione interiore che guida la gestualità, crea il segno, definisce un inizio che viene disatteso continuamente, lascia spazio al processo di creazione fino a che l'impulso ha forza.
Il risultato? una summa di quella ricerca instancabile del silenzio, dell'origine quasi violata accidentalmente e del linguaggio del colore che si esprime grazie alla luce consegnata in un non finito poetico e vibrante allo sguardo del visitatore.
È da questa sottrazione della figura, della narrazione, persino dell'intenzione che la superficie della tela prende, così, la parola definendo relazioni e stratificazioni e descrivendo un'urgenza esistenziale corale non definibile mai a priori.
Possibili territori artistici di confronto sono l'informale italiano e l'espressionismo astratto americano ma, considerando diversissimi i contesti in cui l'autore vive, è un'altra la condizione che porta Balice a dipingere, è quella dell'artista contemporaneo immerso in un mondo saturo di immagini, informazioni, progettazione, comunicazione e significati.
Ed è proprio per questo che il suo "silenzio" acquista un valore tutto contemporaneo, e necessario come sottolineato anche dal Mons. Russo, uno dei primi visitatori della esposizione.
Negato il significato intenzionale, dunque, la sua pittura è creatrice di spazio sulla tela, uno spazio che sa lasciar far accadere!
E quando si smette di obbligare la forma a significare qualcosa la ricerca interiore dell'artista si esporta anche al fuori, in uno spazio nuovo che si guadagna il visitatore che, sin dal primo contatto con l'opera d'arte, non deve necessariamente rintracciare una storia nell'opera, deve sostarvi davanti, fermarsi, vedere ciò che nel processo di creazione è emerso autonomamente.
L'evento è patrocinato dal Comune di Gravina in Puglia, presente all'inaugurazione nella persona dell'Ass. con delega all'Istruzione Mariella Lorusso, rientra nella attività culturali prodromiche a Gravina2027, Capitale della Cultura di Puglia.
L'invito a partecipare è rinnovato.