L'arte del decidere: un viaggio tra neuroscienze, leadership e consapevolezza
Il viaggio delle scelte tra processi cognitivi e responsabilità
domenica 14 giugno 2026
11.21
Curiosità, scelta e leadership. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "L'arte del decidere. Leadership, consapevolezza e scelte che cambiano la vita", ospitato presso la Biblioteca di Comunità "La Casa del Fuorilegge".
Guidato dal dott. Giuseppe Barrasso, l'appuntamento ha proposto una riflessione interdisciplinare che ha intrecciato psicologia, neuroscienze, storia e cultura per esplorare uno degli aspetti più complessi dell'esperienza umana: la capacità di scegliere.
Il percorso è partito dal concetto di curiosità, associandolo al suo significato etimologico di "cura" e come presupposto per una scelta realmente consapevole e altruista. Da qui il passaggio al tema della decisione. Attraverso il celebre "Jam Experiment", Barrasso ha mostrato come l'abbondanza di possibilità non coincida necessariamente con una maggiore libertà. Al contrario, un eccesso di alternative può generare indecisione e paralizzare il processo decisionale, rendendo più difficile individuare la strada da percorrere.
Le scelte, tuttavia, non dipendono soltanto dalle opportunità disponibili, ma anche dall'approccio con cui ciascuno le affronta. Attraverso l'esempio dell'organizzazione di una vacanza, il relatore ha illustrato quattro diversi stili decisionali: un approccio funzionale, orientato all'utilità e allo scopo pratico; un approccio esperienziale, centrato sul vivere il maggior numero possibile di esperienze; un approccio esplorativo, aperto alla scoperta e alle possibilità; e un approccio selettivo, volto a filtrare e ottimizzare le alternative.
Particolare interesse ha suscitato il focus dedicato alle neuroscienze. Le decisioni, è stato evidenziato, non sono il prodotto esclusivo dell'attività cerebrale, ma il risultato dell'interazione tra ragione, emozioni e segnali provenienti dall'intero organismo, compresi intestino, cuore e sistema olfattivo.
Un ampio spazio è stato dedicato alla leadership, introdotta attraverso una riflessione attribuita a Lao Tzu: il vero leader non guida il gruppo stando in testa alla fila, ma cammina dietro di esso, sostenendo il percorso di ciascuno. Una visione che trova eco nelle più moderne teorie manageriali e che è stata approfondita anche attraverso un intervento video di Cristina Scocchia, amministratrice delegata di Illycaffè.
Nel contributo proposto, Scocchia ha individuato quattro dimensioni fondamentali della leadership: il quoziente intellettivo, indispensabile per comprendere la complessità e prendere decisioni; il quoziente emotivo, necessario per costruire relazioni autentiche; il quoziente politico, che permette di creare consenso e valorizzare punti di vista differenti; e infine il quoziente morale, fondato sulla coerenza tra azioni e valori.
A rafforzare questo concetto sono stati anche alcuni esempi audiovisivi proposti nel corso della serata, nei quali il successo individuale lasciava spazio alla solidarietà e alla capacità di sostenere chi si trova in difficoltà. Un richiamo concreto a una leadership fondata sull'umiltà e sulla collaborazione piuttosto che sulla competizione.
Non meno importante la riflessione sul linguaggio e sul peso delle parole. Attraverso il celebre "Discorso alla Luna" di Papa Giovanni XXIII e uno sketch di Enrico Brignano dedicato all'autorità genitoriale, il relatore ha evidenziato come la comunicazione contribuisca a costruire relazioni, trasmettere valori e influenzare comportamenti.
A chiudere il percorso, quasi in una struttura circolare che riportava il discorso al punto di partenza, è stata l'analisi di "Un chimico" di Fabrizio De André. Nelle parole del brano è emersa una riflessione profonda sul significato della scelta e sul rischio dell'immobilismo. Il timore di sbagliare, infatti, può rivelarsi più limitante dell'errore stesso, poiché rinunciare a decidere significa spesso rinunciare anche alle possibilità di crescita e cambiamento.
La serata si è conclusa con alcune riflessioni condivise dal pubblico presente, confermando l'interesse per un tema che attraversa ogni aspetto dell'esperienza umana e che continua a interrogare il rapporto tra libertà, responsabilità e consapevolezza.
Guidato dal dott. Giuseppe Barrasso, l'appuntamento ha proposto una riflessione interdisciplinare che ha intrecciato psicologia, neuroscienze, storia e cultura per esplorare uno degli aspetti più complessi dell'esperienza umana: la capacità di scegliere.
Il percorso è partito dal concetto di curiosità, associandolo al suo significato etimologico di "cura" e come presupposto per una scelta realmente consapevole e altruista. Da qui il passaggio al tema della decisione. Attraverso il celebre "Jam Experiment", Barrasso ha mostrato come l'abbondanza di possibilità non coincida necessariamente con una maggiore libertà. Al contrario, un eccesso di alternative può generare indecisione e paralizzare il processo decisionale, rendendo più difficile individuare la strada da percorrere.
Le scelte, tuttavia, non dipendono soltanto dalle opportunità disponibili, ma anche dall'approccio con cui ciascuno le affronta. Attraverso l'esempio dell'organizzazione di una vacanza, il relatore ha illustrato quattro diversi stili decisionali: un approccio funzionale, orientato all'utilità e allo scopo pratico; un approccio esperienziale, centrato sul vivere il maggior numero possibile di esperienze; un approccio esplorativo, aperto alla scoperta e alle possibilità; e un approccio selettivo, volto a filtrare e ottimizzare le alternative.
Particolare interesse ha suscitato il focus dedicato alle neuroscienze. Le decisioni, è stato evidenziato, non sono il prodotto esclusivo dell'attività cerebrale, ma il risultato dell'interazione tra ragione, emozioni e segnali provenienti dall'intero organismo, compresi intestino, cuore e sistema olfattivo.
Un ampio spazio è stato dedicato alla leadership, introdotta attraverso una riflessione attribuita a Lao Tzu: il vero leader non guida il gruppo stando in testa alla fila, ma cammina dietro di esso, sostenendo il percorso di ciascuno. Una visione che trova eco nelle più moderne teorie manageriali e che è stata approfondita anche attraverso un intervento video di Cristina Scocchia, amministratrice delegata di Illycaffè.
Nel contributo proposto, Scocchia ha individuato quattro dimensioni fondamentali della leadership: il quoziente intellettivo, indispensabile per comprendere la complessità e prendere decisioni; il quoziente emotivo, necessario per costruire relazioni autentiche; il quoziente politico, che permette di creare consenso e valorizzare punti di vista differenti; e infine il quoziente morale, fondato sulla coerenza tra azioni e valori.
A rafforzare questo concetto sono stati anche alcuni esempi audiovisivi proposti nel corso della serata, nei quali il successo individuale lasciava spazio alla solidarietà e alla capacità di sostenere chi si trova in difficoltà. Un richiamo concreto a una leadership fondata sull'umiltà e sulla collaborazione piuttosto che sulla competizione.
Non meno importante la riflessione sul linguaggio e sul peso delle parole. Attraverso il celebre "Discorso alla Luna" di Papa Giovanni XXIII e uno sketch di Enrico Brignano dedicato all'autorità genitoriale, il relatore ha evidenziato come la comunicazione contribuisca a costruire relazioni, trasmettere valori e influenzare comportamenti.
A chiudere il percorso, quasi in una struttura circolare che riportava il discorso al punto di partenza, è stata l'analisi di "Un chimico" di Fabrizio De André. Nelle parole del brano è emersa una riflessione profonda sul significato della scelta e sul rischio dell'immobilismo. Il timore di sbagliare, infatti, può rivelarsi più limitante dell'errore stesso, poiché rinunciare a decidere significa spesso rinunciare anche alle possibilità di crescita e cambiamento.
La serata si è conclusa con alcune riflessioni condivise dal pubblico presente, confermando l'interesse per un tema che attraversa ogni aspetto dell'esperienza umana e che continua a interrogare il rapporto tra libertà, responsabilità e consapevolezza.