Hortus propone “Tradizione in comunità”

Evento conclusivo della stagione estiva dei giardini delle Officine Culturali

venerdì 2 ottobre 2026
Un modo come un altro per chiudere in bellezza la stagione degli eventi estivi di Hortus. Una giornata dedicata alla condivisione, all'inclusione e alla multiculturalità.

Questo in sintesi il significato dell'evento "Tradizione in comunità", in programma presso Hortus, i giardini delle Officine Culturali "Peppino Impastato".

Si tratta di un'iniziativa che prende le mosse fin dal pomeriggio di sabato 3 ottobre, per richiamare la tradizione gastronomica e agro-artigianale della città di Gravina, con i laboratori dedicati alla preparazione della salsa, della composta e della realizzazione dello scanno, ma non solo.

Il programma non è incentrato solo sulla tradizione gravinese, ma intende allargare i propri orizzonti, aprendosi a culture e tradizioni diverse dalla nostra, in un "melting pot" fatto di contaminazioni, "con attività inclusive, stand gastronomici e preparazioni che racconteranno culture e tradizioni culinarie diverse" -spiegano gli organizzatori dell'iniziativa, che prevedere uno showcooking di piatti tradizionali a cura di Gianfranco Pellicciari e che dalle ore 19 aprirà gli stand gastronomici dal mondo. Dalle ore 20 poi spazio alla musica, con il folk proposto da Michele Pio Leone, Maria Lorusso, Giusy Reale e Leonardo Napoli.

Una festa ed un evento che- concludono dalle Officine Next- rappresenta "un'occasione per stare insieme attraverso il cibo, le attività condivise e l'incontro tra tradizioni, creando uno spazio accogliente per bambini, famiglie e comunità".

Alla manifestazione porteranno i propri saluti istituzionali il sindaco Fedele Lagreca e il consigliere Carlo Loiudice che ha così commentato l'iniziativa: "L'inclusione acquista un significato concreto quando riusciamo a creare occasioni nelle quali ciascuno possa partecipare alla vita della comunità e sentirsi parte di essa - dichiara il consigliere Carlo Loiudice - trovo particolarmente significativo che in questa giornata si parta dalle nostre tradizioni, per poi aprirsi alle culture presenti nella nostra comunità. Vedere come viene preparato un piatto appartenente a un'altra tradizione, comprenderne la storia e condividerlo attorno allo stesso tavolo rappresenta una forma autentica di conoscenza e di rispetto. Il cibo può diventare un linguaggio comune attraverso il quale valorizzare le differenze culturali e creare relazioni tra persone che vivono lo stesso territorio. Un ringraziamento alle cooperative che hanno aderito, a quelle che hanno organizzato e alle associazioni presenti e con cui abbiamo avviato una importante interlocuzione nel cantiere dell'inclusione e degli spazi pubblici aperti a tutti".