Casino di Meninni, riflessioni del consigliere Verna
Il consigliere comunale di UnaBellaStoria chiede maggiore coinvolgimento del consiglio su linee di programmazione e obiettivi strategici
mercoledì 11 febbraio 2026
10.01
La mancata decisione da parte della giunta comunale di avvalersi del diritto di prelazione nell'acquisizione del cosiddetto "Casino dei Meninni" è oggetto di dibattito in città e sui social. Una scelta che ha portato il consigliere comunale di UnaBellaStoria, Saverio Verna, a voler esternare alcune riflessioni sulla gestione dell'amministrazione comunale rispetto ad alcune tematiche, lamentando il mancato coinvolgimento del consiglio comunale nelle scelte strategiche e nelle linee di programmazione del governo cittadino. Ecco cosa dice il consigliere di opposizione
"Il Consiglio Comunale è il principale organo di indirizzo e di controllo dell'operato dell'Esecutivo. Nella nostra Città, purtroppo, pare che le prerogative del Consiglio Comunale siano ridotte e confinate ad ambiti davvero circoscritti.
Nei Consigli celebrati con l'Amministrazione in carica, raramente abbiamo assistito a discussioni in ordine alle progettualità e giammai la massima Assise Comunale ha fornito il proprio atto di indirizzo, fissando ed indicando gli obiettivi strategici e le linee di programmazione dell'Ente, limitandosi unicamente ad avallare con il voto favorevole – molto spesso della sola maggioranza – gli atti di gestione della Giunta e spesso quelli dei Dirigenti.
La minoranza comunale poco o nulla ha potuto fare.
Con le varie interpellanze, unitamente a pochi Colleghi Consiglieri Comunali, ho cercato di portare al centro del dibattito i bisogni dei cittadini e le questioni sociali.
Ritengo che argomenti di interesse per la Città – come, per esempio, l'abbattimento della Scuola Scacchi, l'acquisto del Teatro Mastrogiacomo, la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2026/7/8 – vadano discussi in Consiglio Comunale e vadano portati a conoscenza della cittadinanza.
È di questi giorni la notizia della rinuncia – da parte della Giunta Comunale – all'esercizio del diritto di prelazione sull'alienazione della Villa Sottile Meninni (da tutti conosciuta come "Casino di Meninni").
A mio sommesso credere, una decisione affrettata e assurda (assolutamente non in linea con l'obiettivo di affermarsi Capitale della Cultura), sol che si considerino il costo irrisorio dell'operazione, la posizione in cui si trova l'immobile, il suo valore storico e artistico, l'estensione e la tipologia dei terreni alienati, le potenzialità di quel contenitore sul quale si sarebbe potuto sviluppare un dibattito democratico, anche in ordine alla sua eventuale trasformazione.
Evidentemente la Giunta Comunale non ha voluto attribuire a sé stessa un altro "Casino".
"Il Consiglio Comunale è il principale organo di indirizzo e di controllo dell'operato dell'Esecutivo. Nella nostra Città, purtroppo, pare che le prerogative del Consiglio Comunale siano ridotte e confinate ad ambiti davvero circoscritti.
Nei Consigli celebrati con l'Amministrazione in carica, raramente abbiamo assistito a discussioni in ordine alle progettualità e giammai la massima Assise Comunale ha fornito il proprio atto di indirizzo, fissando ed indicando gli obiettivi strategici e le linee di programmazione dell'Ente, limitandosi unicamente ad avallare con il voto favorevole – molto spesso della sola maggioranza – gli atti di gestione della Giunta e spesso quelli dei Dirigenti.
La minoranza comunale poco o nulla ha potuto fare.
Con le varie interpellanze, unitamente a pochi Colleghi Consiglieri Comunali, ho cercato di portare al centro del dibattito i bisogni dei cittadini e le questioni sociali.
Ritengo che argomenti di interesse per la Città – come, per esempio, l'abbattimento della Scuola Scacchi, l'acquisto del Teatro Mastrogiacomo, la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2026/7/8 – vadano discussi in Consiglio Comunale e vadano portati a conoscenza della cittadinanza.
È di questi giorni la notizia della rinuncia – da parte della Giunta Comunale – all'esercizio del diritto di prelazione sull'alienazione della Villa Sottile Meninni (da tutti conosciuta come "Casino di Meninni").
A mio sommesso credere, una decisione affrettata e assurda (assolutamente non in linea con l'obiettivo di affermarsi Capitale della Cultura), sol che si considerino il costo irrisorio dell'operazione, la posizione in cui si trova l'immobile, il suo valore storico e artistico, l'estensione e la tipologia dei terreni alienati, le potenzialità di quel contenitore sul quale si sarebbe potuto sviluppare un dibattito democratico, anche in ordine alla sua eventuale trasformazione.
Evidentemente la Giunta Comunale non ha voluto attribuire a sé stessa un altro "Casino".