Un parco eolico sulle colline di Picciano: protestano i deputati radicali

Presentata anche un'interrogazione parlamentare al ministro dell'ambiente


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GIANPAOLO IACOBINI
Giovedì 2 Febbraio 2012 ore 19.19

Da una parte, lo storico santuario. Dall'altra, il mausoleo delle pale eoliche.

Il vento appulo-lucano fa gola a tanti. Gli ultimi ad averci messo gli occhi addosso, sperando di poterlo imbrigliare per produrre profitti ed energia pulita, sono gli azionisti della "Marcopolo engineering", società per azioni con sede legale a Cuneo disposta però ad investire in provincia di Matera, per un pezzo di terreno da riconvertire in parco eolico con affaccio su Gravina.

La zona prescelta è in fatti quella di località Verzellina, in agro materano ma al confine con la città del grano e del vino, su un colle prospiciente a quello sul quale sorge il santuario di Picciano. Lo rendono noto i sette deputati parlamentari di estrazione radicale (i parlamentari Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Turco) eletti tra le fila del Pd, in un'interrogazione rivolta al ministro dell'ambiente, Corrado Clini. "Matera - ricordano i firmatari dell'atto ispettivo - vanta un elevato valore paesaggistico, riconosciuto dall'Unesco. Nei giorni scorsi è stata data notizia della presentazione di una richiesta, da parte della "Marcopolo engineering", per l'installazione di un impianto finalizzato alla produzione di energia elettrica per una potenza di 35 megawatt, tramite 14 aerogeneratori, in località masseria Verzellina, una zona che si incontra dopo la collina di Picciano, quasi a ridosso del territorio di Gravina". E non è tutto. Perchè l'operazione Eolo avrebbe attirato, secondo i radicali, anche le attenzioni della "Meltemi energia", società con sede a Ruvo di Puglia, "che ha presentato richiesta per l'installazione di un altro impianto della potenza di 34 megawatt con l'ausilio di 10 pale eoliche dell'altezza di 100 metri in località Reni, anch'essa non lontana dalla collina di Picciano".

Quanto basta per spingere la pattuglia parlamentare radical-democratica a chiedere al ministro Clini, tenuto conto anche di altre analoghe istanze già presentate con riferimento al comprensorio materano, di spiegare "quali iniziative si intendano assumere affinchè siano riconsiderate le decisioni in itinere in materia di localizzazione di impianti energetici nonchè, con specifico riguardo ai casi citati, quali azioni si vogliano intraprendere per salvaguardare i territori interessati e favorire i processi di informazione e partecipazione dei cittadini a decisioni di tal genere".

S'attendono ora risposte. Alla velocità del vento. Meglio ancora, della luce.

Giuseppe Lapolla il 5 febbraio alle 22.08
Giusto per rispondere all'amico Michele dico che mi fa piacere che lavori presso la Marcopolo Engineering: in questi tempi di crisi!!!!
Però voglio ricordargli che non può definire "desolati e brulli" luoghi con la più grande varietà biologica esistente nell'Europa continentale! Ti ricordo che da quelle parti esistono ambiti tutelati e di grande valore paesaggistico!
L'aggressione che subiscono le nostre aree agricole e il nostro paesaggio, attraverso macchine alte qualche centinaio di metri, deve inevitabilmente essere regolamentata......si dovrebbero incentivare altre forme come il minieolico, giusto per fare un esempio! opere più piccole che possano servire il fabbisogno di masserie, capannoni esistenti, case coloniche, ecc. senza stravolgere la visione paesaggistica esistente.....
Michele il 4 febbraio alle 21.52
Sono Gravinese e dipendente della Marcopolo Engineering con Sede A Borgo San Dalmazzo, e non a Cuneo (se dovete scrivere notizie, cercate almeno di essere precisi).
La zona in cui dovrebbe sorgere il parco eolico è desolata e brulla, spiegatemi cosa c'è da proteggere e salvaguardare. Ci lamentiamo della mancanza del lavoro e disdegniamo chi con i propri soldi viene ad investire al Sud. Cerchiamo di essere più coerenti e di non nasconderci dietro fatui ideologismi politici.
niko angelastro il 3 febbraio alle 15.05
x tutti
oramai gli impianti energetici di "grossa taglia" (nucleari, eolici, fotovoltaici, idroelettrici...) sono oramai ritenuti obsoleti. Sono oramai dieci anni che sono state scoperte tecnologie che ci permettono di produrre energia a livello domestico, con la possibilità di immagazinare e scambiare energia in una rete simil internet. Per maggiori informazioni leggete il libro dell'economista americano Rifkin "LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE".
Giuseppe Lapolla il 3 febbraio alle 13.07
Confermo le parole di Gianni Matera e ricordo come una delle prossime priorità del governo Monti e del Ministro dell'Ambiente Clini (con o senza "Powerd") sono gli impianti eolici offshore! Paragonare l'Italia alla Danimarca ce nè vuole!!!

Il problema nell'agro di Matera (o Gravina se volete) è quello dell'effetto selva che nelle V.I. in genere non viene considerato......inoltre agli impianti eolici vanno anche aggiunti gli impianti fotovoltaici o solari e il gioco è fatto.......
Quanta "aria buona" passa tra le stanze del potere delle amministrazioni quando si aprono "le porte" a questi progetti "!!!! a buon intenditor poche parole!
bivakka il 3 febbraio alle 10.40
certo, alessandro. Dobbiamo difendere i nostri paesaggi.
francesco il 3 febbraio alle 09.54
Le centrali termoelettriche sono inquinanti, le centrali termonucleari sono pericolose, i parchi eolici e fotovoltaici distruggono il territorio ... giusto per sapere, ma l'energia che consumiamo da dove bisogna produrla?
alessandro loglisci il 3 febbraio alle 09.53
Anche questa e Murgia!

gianni matera il 3 febbraio alle 07.51
Ormai alcune scelte impopolari di Monti sono suggerite e condivise da una classe politica e da lobby interessate a certe scelte. In questo momento di difficoltà economica ed occupazionale la riforma dell'articolo 18 sarebbe un boomerang per tantissimi dipendenti ed una manna per gli imprenditori capitalisti che licenzierebbero a manetta per assumere personale in nero, senza contributi o sotto ricatto occupazionale pagando una miseria ai dipendenti. L'ARTICOLO 18 non va toccato altrimenti faranno degli operai una macelleria sociale.
(scusate se il messaggio non è congruente con la notizia, ma credo opportuno che sia un argomento importante di cui discuterne).

Un caro saluto a tutti.
gianni matera
Taraluccio e Vino il 3 febbraio alle 07.41
Solo oggi si scopre quello che si sapeva già da diversi anni? Come mai? Io personalmente del progetto sapevo qualcosa già da qualche anno.
Questa è l'Italia, ci si sveglia sempre più in ritardo! Le aziende prima fanno investimenti, poi si mettono in dolce attesa (anni e anni) per la lentezza della burocrazia e poi si vedranno etichettare dal territorio come mostri della natura.
Forse occorreva bloccare prima tutti questi progetti, facendo alla velocità della luce una programmazione territoriale, impedendo che qualcuno devasti il nostro territorio. Vi chiedo: qualcuno ha notato nelle aree adiacenti al Bosco Comunale i vari impianti fotovoltaici? E' un obrobrio della natura, ma nessuno ha tutelato il nostro territorio da questi impianti nati come funghi in svariate zone. Per tutto questo dobbiamo ringraziare i nostri cari ed affettuosi amministratori. Nelle prossime urne del 6-7 maggio.
Domenico Mimmo Silvestri il 2 febbraio alle 22.50
mus...mus...mus...chi vincera?
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