Oggi sereno
Temperature 12.223.9

SELECTED

Il ricordo di don Cassol

Gemellaggio tra il Parco dell'Alta Murgia e il parco delle Dolomiti Bellunesi

Previste iniziative per promuovere la legalità nei parchi


REDAZIONE GRAVINALIFE
Martedì 14 Agosto 2012 ore 12.03

Sarà sottoscritto il prossimo 21 agosto il gemellaggio tra il Parco Nazionale dell'Alta Murgia e il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Nato per ricordare la figura di don Francesco Cassol, il parroco ucciso da un cacciatore di frodo nell'estate del 2010 durante un ritiro spirituale nel territorio del parco dell'alta Murgia, il gemellaggio è stato voluto dai presidenti dei due parchi e sponsorizzato anche dal ministro dell'ambiente Corrado Clini.

La firma definitiva arriva a conclusione di una lunga serie di iniziative e manifestazioni programmate da entrambi i parchi per sancire una sorta di alleanza finalizzata ad intraprendere numerose iniziative di reciproca promozione turistica e culturale e a operare congiuntamente in campagne di prevenzione e informazione sulla legalità nei parchi.

Le manifestazioni sono iniziate lo scorso 2 agosto a Longarone, città in cui ha operato il sacerdote, con la consegna da parte di due "messaggeri in tandem" (Filippo Tito e Marinella Bozzetti di Ciclomurgia) di una borraccia, oggetto-simbolo dei viandante, che verrà donata al Presidente del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Benedetto Fiori, alla presenza dei familiari e degli amici di don Cassol e del Sindaco di Longarone.

Un'iniziativa che assume un significato particolare, come ha sottolineato Cesare Veronico: "Don Cassol, nel suo cammino sui sentieri della nostra terra era solito fermarsi nelle masserie per chiedere acqua agli abitanti dell'Alta Murgia che gli riempivano volentieri la borraccia. Quel semplice gesto era un modo per stabilire un contatto di umana solidarietà e di fratellanza e per ribadire l'ospitalità della nostra gente. La speranza è che sempre più persone seguano l'esempio di don Cassol, scelgano il contatto con la natura sapendo di trovare accoglienza e ristoro nelle nostre masserie e nelle nostre case. E che quell'acqua sia nutrimento per un rapporto sempre più stretto tra le due comunità".

Un plauso all'iniziativa è giunto anche dal presidente del Parco delle Dolomiti Bellunesi, Benedetto Fiori: "Vorrei ringraziare gli amici di Ciclomurgia, che hanno deciso di iniziare la loro traversata ciclistica dell'Italia proprio dalle Dolomiti Bellunesi, con una iniziativa che contribuisce a rendere sempre più forte il legame tra le nostre comunità, lontane geograficamente ma accomunate dal fatto di vivere in territori di straordinaria bellezza, con una ricchezza di biodiversità unica. La consegna della borraccia a Longarone è un modo semplice, ma estremamente significativo, per ricordare la figura di don Cassol; un prologo ideale alla prossima sottoscrizione dell'accordo di collaborazione tra il Parco Nazionale dell'Alta Murgia e quello delle Dolomiti Bellunesi".

Pinuccio il 18 agosto alle 11.17
E' proprio strana la notizia, diffusa dall'Ente gemellante e quella letta su La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 18 agosto. Il Parco, nel comunicato partorito dalle due menti delle sue massime espressioni, non ha citato il luogo dove la cerimonia si sarebbe svolta. L'articolo del quotidiano, invece, ci informa, che la cerimonia si svolgerà, "giustamente" ad Altamura, perchè è la città nel cui territorio avvenne il delitto. Cioè il Parco, con questa subdola motivazione, ha confermato di essersi completamente svenduto agli altamurani. Complimenti! Non sarebbe stato giusto, opportuno, conveniente, consono, pertinente ed intelligente che la cerimonia si svolgesse presso la sede istituzionale dell'Ente? E' una domanda sciocca, banale ed insidiosa. Mi rendo conto, perchè già prefiguro certi scenari possibili, per cui sarebbe opportuno vigilare e stare all'erta, contro un disegno diabolico contro la nostra città. Il tempo e la storia, forse, mi daranno ragione.
Pinuccio il 15 agosto alle 16.59
In omaggio e in ossequio all'altrui coerenza, consiglio, suggerisco e propongo, agli organizzatori del genmellaggio, di ricordarsi, il prossimo 21 agosto anche di due altri eventi importanti che hanno segnato la storia deel mondo, dell'Europa, dell'Italia e di questa piccola parte di continente nella quale osiamo vivere. 21 agosto 1964 - 21 agosto 1968: due anni bisestili come quello che stiamo trascorrendo. Nel primo, a Yalta, in Crimea, moriva il segretario generale del PCI, Palmiro Togliatti, IL MIGLIORE, così soprannominato; nel secondo, a Praga, i carri armati di Breznev invadevano la Cecoslovacchia, uccidendo e stroncando sul nascere, la speranza, la PRIMAVERA di Alexander Dubcek. So che sono due date che non hanno molta attinenza con l'evento Parco, ma ricordare non fa male; ricordare è curare e prevenire ogni rigurgito dittatoriale e migliorista che potrebbe interessare anche questa piccola fetta di popolo di Dio che è in Gravina. Buon ricordo a tutti nel nome della libertà, della democrazia e, soprattutto, della legalità non rispettata a Praga ,mai rispettata dall'URSS, anche in Italia, grazie alla presenza del delfino di Mosca, Togliatti, segretario del più grande partito comunista d'occidente, il quale mai versò parole di condanna per l'invasione sovietica contro quel popolo che non voleva essere normalizzato secondo le regole di santa madre chiesa comunista sovietica, ma, attraverso un processo di libertà e democratizzazione. Buon anniversario a tutti. Meditate, meditate, gente.
Pinuccio il 14 agosto alle 18.38
Fumi di parole sulle ceneri di un povero prete di campagna, freddato nel sonno da un cacciatore di frodo, ma senza scrupoli nell'ambito del Parco nazionale dell'Alta Murgia. Il messaggio è chiaro: stare dalla parte della legalità, così pare o dovrebbe essere per un ente pubblico che, anche per altri aspetti dovrebbe aspirare alla legalità, al rispetto di essa, sempre e non solo per ragioni puramente emotive o speculative, nel senso filosofico del termine. Che il sacrificio di questo prete, sopravvisuto alla tragedia di Longarone, della diga che straripò, nei primi anni 60, e causò una infinita quantità di morti, non sia vano e non venga laicamente strumentalizzato da gente senza fede religiosa e scarso senso di rispetto nei confronti del sacro o della vita consacrata; da gente che non conosce il Vangelo che invita ad avere una visione cristiana della morte con l'invito perentorio: "lasciate che i morti seppelliscano i morti".
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di GravinaLife e non dell'editore o degli autori.
Facebook:
L'indirizzo email è necessario per attivare e pubblicare il messaggio.
Rispetta il regolamento e scrivi in minuscolo.
ARTICOLI PIU' LETTI DI RECENTE:
RACCOGLITORI SPECIALI RECENTI:
RUBRICHE AGGIORNATE:

Don Cassol
Feed Rss
ABBONATI GRATIS FEED RSS + NEWSLETTER + SMS

CONTENUTI CORRELATI

Altri contenuti recenti
Gravinalife.it è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Francesco Dipalo - Coordinatore editoriale delle testate a marchio LIFE: Antonella Testini