Uno sguardo da vicino a "Pane e Libertà"

La città trasformata in un set cinematografico

La magia del cinema a Gravina


REDAZIONE GRAVINALIFE
Mercoledì 11 Marzo 2009

Il mese di Ottobre verrà ricordato a lungo a Gravina. Il mese di Ottobre ha trasformato la città in un set cinematografico. Attori, comparse, scenografie, ricerche spasmodiche di location affascinanti ed evocative. Tutta la città ha vissuto e partecipato con trepidazione alle riprese, sperando di poter traguardare nel set e di rubare l'immagine di un attore famoso. Il cinema è anche e soprattutto questo: "jet set".
Il cinema ed un volto noto sono in grado di squarciare la monotonia di una città e di regalargli quel pizzico di pepe che tanto piace. Creano attrattiva, curiosità e voglia di diventare anche solo per un attimo ingranaggio di questo meraviglioso e magico mondo di celluloide.
Non capita tutti i giorni di imbattersi in un calibro come Pier Francesco Favino, umile e disponibile come pochi, o di restare abbagliati dalla bellezza e gentilezza di Raffaella Rea e di Giuseppe Zeno. Non è mica consuetudine chiedere a Givanni Esposito un'intervista e ricevere in cambio un racconto divertito e divertente della sua vita non solo di attore. Quando capiterà ancora ai ragazzi di Gravina che sognano e s'impegnano per diventare attori, di recitare ed essere guidati dalla maestria del grandissimo regista Alberto Negrin. Quando ci ricapiterà di scendere in Piazza per fare due passi e di essere proiettati nella Gravina del 900, grazie alle scenografie dell'immenso Luciano Riccieri.
Quando ci ricapiterà di avere ristoranti ed alberghi pieni immaginando di essere quella città di stampo turistico che tutti evocano ma pochi s'impegnano a realizzare.
La Fiction Pane e libertà ha permesso tutto questo. Ha permesso di mettere in moto l'economia asfittica di una città e di regalarci un po' di sana distrazione.
Dobbiamo ringraziare la Palomar perché ha scelto la città di Gravina come ambientazione e gli ha restituito quel lustro che negli ultimi decenni abbiamo perso. Dobbiamo ringraziare l'ospitalità dei nostri concittadini del Piaggio e di Fondovito che hanno aperto le loro case e i loro cuori dando un senso all'ospitalità e alla gentilezza. Per un mese la loro vita e le loro case sono state trasformate, modificate, riviste e invecchiate. È rinata, per un mese, la Gravina che fu. La Gravina del 900, che noi rivedremo in 2 puntate sulla Rai. Pane e Libertà è il nome di questa fiction. Favino ne è il protagonista, Riccieri il regista…e la città di Gravina come sfondo. Finalmente un manichino vestito con gli abiti della festa, per far tornare a splendere la vera stella del film, la città di Gravina, che amo e rispetto.
Dobbiamo un grazie alla Apulia Film Commission che ha il compito di promuovere il territorio pugliese ed in particolare i personaggi storici.
A Giuseppe Di Vittorio non dobbiamo un grazie, perché non avrebbe voluto i nostri ringraziamenti. Giuseppe Di Vittorio vuole da noi una sola cosa. Desidera che i suoi insegnamenti, i suoi sacrifici, le sue lotte contadine non vengano dimenticate e riposte in soffitta come vecchi stracci, ma che vivano ardentemente nei nostri animi. Lui ha lottato per noi e con noi e chi lotta non vuole un grazie, ma spera in cuor suo che non ci sia in futuro bisogno di un altro Di Vittorio, che lotti per i diritti dei più deboli. I diritti e i doveri che ogni essere umano, di qualunque razza, sesso, età, vede rispettati da una società degna di questo nome.

Grazie a tutti per aver sognato con noi e per aver vissuto, anche solo per un mese, la magia del Cinema.
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