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La Diocesi scrive la sua pagina di Storia
Si è chiuso il 7 dicembre il Primo Sinodo Pastorale Diocesano
La Chiesa locale «mette da parte gli abiti vecchi»
Con una celebrazione intensa, carica di attenzione e di emozione, si è chiuso lo scorso 7 dicembre il Primo Sinodo Pastorale Diocesano. Un momento storico per la Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, entrata lo stesso giorno nell'Anno Eucaristico, in preparazione al Congresso Eucaristico Diocesano (30 settembre - 6 ottobre 2012).
Affollata ma silenziosa la Sala Polifunzionale annessa al Santuario della Madonna del Buoncammino, dove, esattamente un anno fa, si è svolta anche la solenne apertura del Sinodo. Monsignor Mario Paciello ha consegnato simbolicamente alle 40 parrocchie della Diocesi il Libro del Sinodo, prezioso strumento-guida del nuovo cammino che la Chiesa locale intraprenderà. Il Vescovo ha voluto donare alle comunità parrocchiali anche un Evangeliario a ricordo dell'evento sinodale. Dal 23 al 29 gennaio, il Libro del Sinodo verrà affidato a tutte le altre realtà presenti nella Diocesi. Non è un caso che l'evento sia stato celebrato nella solennità dell'Immacolata. L'invito costante di monsignor Paciello nel corso dell'anno è stato quello di «camminare insieme sotto la guida di Maria».
«Fino ad oggi lo Spirito Santo e noi abbiamo celebrato il Sinodo - ha sottolineato il Vescovo durante l'omelia - ora il Sinodo, con la Grazia dello Spirito e la nostra disponibilità, deve celebrare la nostra nuova vita». La Diocesi è pronta ad indossare una veste nuova «mettendo da parte gli abiti vecchi». Monsignor Paciello ha esortato i presenti a fare del Libro del Sinodo «il vademecum di una missione continua in tutti gli ambiti di vita e in tutti gli ambienti della società». E ha posto l'accento sulle tre priorità messe in evidenza dal Sinodo. «Se scremiamo al massimo l'essenza dei 532 articoli del Libro del Sinodo, se andiamo alla ricerca del suo DNA, emergono tre parole, evangelizzazione, formazione, comunione». Tre «consegne, tre talenti da trafficare».
Nel corso della celebrazione è stato conferito il titolo onorifico di Monsignore a tre sacerdoti, don Vito Colonna, vicario generale della Diocesi, don Mimmo Giannuzzi, segretario del Sinodo e vicario pastorale del Centro per la Formazione ed il Coordinamento, e don Mimmo Laddaga, amministratore delegato dell'ospedale "Miulli". Si tratta di un titolo riservato a chi riceve il sacramento dell'episcopato, ma viene conferito, a seguito di speciale concessione della Santa Sede, anche ai sacerdoti.
Ad accompagnare i diversi momenti della celebrazione, il coro diocesano, composto da settanta elementi e diretto da Filippo Giordano. Alla liturgia, fortemente partecipata, hanno preso parte autorità civili e militari.
In allegato, l'omelia di monsignor Paciello.
Si ringrazia Rino Bisignano per la gentile concessione della immagini.
Affollata ma silenziosa la Sala Polifunzionale annessa al Santuario della Madonna del Buoncammino, dove, esattamente un anno fa, si è svolta anche la solenne apertura del Sinodo. Monsignor Mario Paciello ha consegnato simbolicamente alle 40 parrocchie della Diocesi il Libro del Sinodo, prezioso strumento-guida del nuovo cammino che la Chiesa locale intraprenderà. Il Vescovo ha voluto donare alle comunità parrocchiali anche un Evangeliario a ricordo dell'evento sinodale. Dal 23 al 29 gennaio, il Libro del Sinodo verrà affidato a tutte le altre realtà presenti nella Diocesi. Non è un caso che l'evento sia stato celebrato nella solennità dell'Immacolata. L'invito costante di monsignor Paciello nel corso dell'anno è stato quello di «camminare insieme sotto la guida di Maria».
«Fino ad oggi lo Spirito Santo e noi abbiamo celebrato il Sinodo - ha sottolineato il Vescovo durante l'omelia - ora il Sinodo, con la Grazia dello Spirito e la nostra disponibilità, deve celebrare la nostra nuova vita». La Diocesi è pronta ad indossare una veste nuova «mettendo da parte gli abiti vecchi». Monsignor Paciello ha esortato i presenti a fare del Libro del Sinodo «il vademecum di una missione continua in tutti gli ambiti di vita e in tutti gli ambienti della società». E ha posto l'accento sulle tre priorità messe in evidenza dal Sinodo. «Se scremiamo al massimo l'essenza dei 532 articoli del Libro del Sinodo, se andiamo alla ricerca del suo DNA, emergono tre parole, evangelizzazione, formazione, comunione». Tre «consegne, tre talenti da trafficare».
Nel corso della celebrazione è stato conferito il titolo onorifico di Monsignore a tre sacerdoti, don Vito Colonna, vicario generale della Diocesi, don Mimmo Giannuzzi, segretario del Sinodo e vicario pastorale del Centro per la Formazione ed il Coordinamento, e don Mimmo Laddaga, amministratore delegato dell'ospedale "Miulli". Si tratta di un titolo riservato a chi riceve il sacramento dell'episcopato, ma viene conferito, a seguito di speciale concessione della Santa Sede, anche ai sacerdoti.
Ad accompagnare i diversi momenti della celebrazione, il coro diocesano, composto da settanta elementi e diretto da Filippo Giordano. Alla liturgia, fortemente partecipata, hanno preso parte autorità civili e militari.
In allegato, l'omelia di monsignor Paciello.
Si ringrazia Rino Bisignano per la gentile concessione della immagini.
Pinuccio
il 13 dicembre alle 20.04
"La Diocesi scrive la sua pagina di storia". Questo è il titolo del resoconto e dell'articolo sul Sinodo. Il titolo è vero a metà, perchè se una pagina è stata scritta da questo evento essa è stata solo la più buia e la più oscura. Non si può scrivere la storia o una storia dimenticando la storia, facendo finta che nulla sia successo 25 anni fa, allorquando mani sacrileghe, di avventori e predatori misero le mani. spudoratamente e senza scrupoli, sulla storia della nostra città antica sede vescovile e di diocesi. Il Sinodo celebrato all'insegna di quell'infausto evento! E' stata una vergogna su una ferita che ancora sanguina perchè è stata confermata, consacrata e ufficializzata indegnamente e impudicamente la disonestà. E' stato dato il premio ai delinquenti, ai ladri !
Pinuccio
il 13 dicembre alle 16.00
Il controsenso, la contraddizione stridente è che il Sinodo è stato celebrato in un momento di forti tensioni e divisioni. Di scollamento, di rottura insabile fra la gerarchia e il clero riottoso, arrabbiato, non servile e non addomesticato. Chi non si è riconosciuto nella gerarchia si è messo fuori dalla comunione ecclesaile. Chi ha generato questo stato di confusionale malessere non ha svolto il ruolo e non ha ricoperto le vesti del padre. Si è andati allo scontro verbale, parolaio, ingiurioso, offensivo, ma pur sempre vigliacco, perchè non connotato da nessuna assunzione di responsabilità da parte degli scribacchini amanuensi. E' stato questo un Sinodo vrro? Doveva essere questo il Sinodo? Non mi pare, al di là dei trionfalismi ostentati con la solita retorica e personale protagonismo.
Pinuccio
il 13 dicembre alle 15.49
Non si può far finta che nulla sia successo durante le giornate celebrative del Dinodo, quando molti parrroci sono stati spostati in massa con un criterio e un provvedimento molto discutibili e che ha creato le insanabili rotture sfociate in quelle manifestazioni assurde e selvagge di attacco nei confronti deel promotore dell'iniziativa. Non si piò far finta di nulla in una diocesi dove un prete è morto in un modo in cui la sola fretta con cui sono stati celebrati i suoi funerali, lascia perplessi e da pensare. Non si può far finta di nulla quando, in seguito agli attacchi subiti, c'è stata la minaccia di lasciare il proprio incarico episcopale, pretendendo solidarietà da parte di quel clero non immischiato nelle vicende diocesane e parrocchiali private, personali, misere e diaboliche.
Pinuccio
il 13 dicembre alle 15.35
Ho già avuto modo di scrivere che il Sinodo diocesano, a differenza di quello che è stato pronunciato nel corso della omelia conclusiva, non è stata una pagina positivada ricordare, ma da dimenticare, se è vero, come è vero, che durante tutto questo periodo, fortemente enfatizzato, molti fatti oscuri e negativi sono emersi e tutti nella direzione della divisione. Un Sinodo, purtroppo, parallelo, argomentato da una parte di clero inaffidabile, inattendibile, meschino, vigliacco, volgare, reduce e combattente di un servilismo sciocco, da una parte e riottoso e recalcitrante, dall'altra, fino a nascondersi dietro l'anonimato subdolo e offensivo. Doveva essere il Sinodo della comunione. E' stato, invece, quello della divisione, grazie, anche ad alcune responsabilità dei vertici ecclesiatici.
I commenti rappresentano le opinioni personali dei lettori di Gravinalife e non dell'editore o degli autori.
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