Arrestati nove rumeni per furto di cavi di rame

Rinvenuta un'auto carica di 300 metri di "oro rosso"

La refurtiva ha un valore di 10mila euro


REDAZIONE GRAVINALIFE
Mercoledì 1 Settembre 2010

Continuano i controlli a tappeto sul territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, così come concordato durante appositi Comitati Provinciali per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Le indagini dei militari sono finalizzati a contrastare il dilagante fenomeno dei furti di rame e materiali ferrosi in genere. Positivo il bilancio dell'attività che, dall'inizio dell'anno, ha consentito di arrestare 21 persone e di deferirne in stato di libertà altre 10 per furto, ricettazione e riciclaggio, nonché di sottoporre a sequestro circa 10mila kg di cavi in rame, alluminio e ferro, pronti per essere rivenduti sul mercato nero.

Proprio ieri notte a Gravina l'ultima importante operazione dei Carabinieri della locale Stazione che hanno arrestato nove rumeni tra i quali un minorenne. Si tratta del 35enne Ionel Cirpaci, del 29enne Ion Lapadat, del 23enne Andrei Radu, del 27enne Florin Budiu, del 22enne Nicolae Zbranca, del 24enne Alin Panait, del 39enne Romica Ociocioc, del 43enne Dragomir Crdos e di un 15enne, arrestati con l'accusa di furto aggravato in concorso del "prezioso" oro rosso.

Alle 2.40 circa, una "gazzella" dell'Arma è intervenuta in località "La Torre", sulla Strada Provinciale 202, dove personale del locale istituto di vigilanza, dopo aver messo in fuga una "Opel Vectra" con alcuni soggetti a bordo e altre persone a piedi per le campagne circostanti, ha appurato che nella zona era stato tranciato un cavo "Telecom" della lunghezza di 1500 metri.

Sul posto è stata rinvenuta, parcheggiata in posizione defilata nei pressi di un casolare abbandonato, una "Ford Mondeo", con il motore ancora caldo, carica di 300 metri di cavi appena tranciati. Intuito che di lì a poco sarebbe arrivato "qualcuno" a ritirare il mezzo, i militari si sono appostati in zona. Dopo mezz'ora, è sopraggiunta, a fari spenti, una "Vectra" con tre individui a bordo, prontamente fermati e bloccati.

Nel cofano dell'auto i militari hanno rinvenuto una grossa tronchese utilizzata per tranciare i cavi. Sotto il tappetino del lato passeggero, le chiavi della Mondeo parcheggiata nei pressi del casolare. Gli altri sei complici, invece, sono stati rintracciati poco dopo, con i vestiti sporchi di terra e di erba e mentre erano in procinto di dileguarsi a bordo di un convoglio, presso la locale stazione ferroviaria. Tratti in arresto, gli stranieri sono stati associati presso la casa circondariale di Bari ad eccezione del minore, tradotto presso l'istituto "Fornelli" del capoluogo pugliese. La refurtiva, per un valore di 10mila euro, è stata interamente recuperata.

All'intervento dei militari dell'Arma seguirà una ulteriore intensificazione dei controlli, nell'intento di arginare il particolare fenomeno, la cui gravità è facilmente intuibile per i riflessi negativi che produce, sia in termini economici, sia per i rischi conseguenti alla temporanea sospensione delle comunicazioni o della fornitura di energia elettrica a centrali di smistamento e reti ferroviarie.







Cinzia il 3 settembre alle 21.20
I complimenti, dell' operazione che ha consentito l'arresto dei nove rumeni, vanno esclusivamente all'Arma dei Carabinieri di Gravina ed all'ausilio delle guardie dell'istituto di vigilanza "Metronotte" (non all' Istituto Pelicanus).
domenico l'1 settembre alle 20.50
ALLA FACCIA DELL'INTEGRAZIONE. VOI CONTINUATE A SPERARE.....IO NON CI CREDO PIU'.
marco l'1 settembre alle 16.02
COMPLIMENTI ALL'ISTITUTO DI VIGILANZA "PELICANUS"
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