Amministrazione Divella: un anno dopo...
Il documento di Gravina Sviluppo
Tra denunce e proposte
Dopo un anno di amministrazione Divella, il movimento politico Gravina Sviluppo tira un bilancio di quanto è stato fatto, di quanto non è stato fatto, di quello che è stato promesso e non mantenuto dall'attuale governo cittadino. Il movimento, come scritto nel comunicato stampa, "continuando ad essere attento ai problemi del mondo produttivo locale, da sempre promotore di proposte e iniziative di sviluppo per la nostra amata città, ritiene necessario esprimere una valutazione su quanto, in un anno di governo, questa amministrazione ha fatto per lo sviluppo della nostra comunità".
Essendo il momento delicato, dal punto di vista politico-amministrativo, Gravina Sviluppo dichiara di voler "esternare il proprio pensiero ed evidenziare le responsabilità di questa grave situazione di disagio che il mondo imprenditoriale delle PMI del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura e del terziario vive in questa città". Attraverso un dettagliato documento di 24 pagine (in allegato), il movimento pone l'accento in prima istanza sullo sviluppo e sull'occupazione, che sembrano essere fermi "compreso l'Assessore allo Sviluppo economico". Una particolare attenzione viene riservata alle PMI (Piccole Medie Imprese) che "avrebbero potuto fare gli investimenti e circa 30 posti di lavoro che si sarebbero potuti generare se in questo anno si fosse data la giusta importanza alle nostre proposte", come si legge in un punto del documento.
Si parla, poi, della Fiera di Gravina come un "mercatone senza nessuna caratterizzazione del tipo biologico, tipico, tradizionale, dop, igt, ecc", della Zona PIP, del palazzetto dello sport e della piscina comunale non realizzati. Dopo la denuncia, ci sono però le "storiche proposte in forma più completa", quelle presentate il 30 marzo 2010 con il quale si chiedeva al Sindaco di ritirare le deleghe all'Assessore allo Sviluppo economico. In totale sono 10 e riguardano vari ambiti, tra cui l'economia, il territorio, le infrastrutture, i trasporti e la mobilità.
Tra i punti fondamentali ci sono il 1° in cui si chiede "la modifica delle N.T.A. della zona PIP, necessaria a limitare la compravendita di suoli e sollecitare la realizzazione di opifici produttivi da parte degli assegnatari"; il 4° riguardo "l'approvazione del piano commerciale senza il quale molti distributori sono assegnati ad altre città con il conseguente impoverimento del tessuto economico cittadino e la perdita di fondi per la riqualificazione urbana"; il 6° a proposito della "vigilanza per far rispettare le Ordinanze Sindacali e Leggi relative al commercio ambulante di frutta, verdura, fiori, pane. Ecc, vigilanza necessaria anche nell'interesse del consumatore"; l'8° in cui si chiede "di discutere il progetto per il Centro Storico 'Centralità e Storia' fermo dal 2007 presso l'Ente Comune"; il 10° sull'urgenza "di sollecitare l'inserimento nei PON (Piani Operativi Nazionali) della tratta ferroviaria della RFI Matera – Gravina in Puglia rimettendo la nostra città al centro del territorio, cosa già proposta all'Area Vasta e allora accolta favorevolmente".
Per approfondimenti sulla questione, consultare in documento in allegato.
Essendo il momento delicato, dal punto di vista politico-amministrativo, Gravina Sviluppo dichiara di voler "esternare il proprio pensiero ed evidenziare le responsabilità di questa grave situazione di disagio che il mondo imprenditoriale delle PMI del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura e del terziario vive in questa città". Attraverso un dettagliato documento di 24 pagine (in allegato), il movimento pone l'accento in prima istanza sullo sviluppo e sull'occupazione, che sembrano essere fermi "compreso l'Assessore allo Sviluppo economico". Una particolare attenzione viene riservata alle PMI (Piccole Medie Imprese) che "avrebbero potuto fare gli investimenti e circa 30 posti di lavoro che si sarebbero potuti generare se in questo anno si fosse data la giusta importanza alle nostre proposte", come si legge in un punto del documento.
Si parla, poi, della Fiera di Gravina come un "mercatone senza nessuna caratterizzazione del tipo biologico, tipico, tradizionale, dop, igt, ecc", della Zona PIP, del palazzetto dello sport e della piscina comunale non realizzati. Dopo la denuncia, ci sono però le "storiche proposte in forma più completa", quelle presentate il 30 marzo 2010 con il quale si chiedeva al Sindaco di ritirare le deleghe all'Assessore allo Sviluppo economico. In totale sono 10 e riguardano vari ambiti, tra cui l'economia, il territorio, le infrastrutture, i trasporti e la mobilità.
Tra i punti fondamentali ci sono il 1° in cui si chiede "la modifica delle N.T.A. della zona PIP, necessaria a limitare la compravendita di suoli e sollecitare la realizzazione di opifici produttivi da parte degli assegnatari"; il 4° riguardo "l'approvazione del piano commerciale senza il quale molti distributori sono assegnati ad altre città con il conseguente impoverimento del tessuto economico cittadino e la perdita di fondi per la riqualificazione urbana"; il 6° a proposito della "vigilanza per far rispettare le Ordinanze Sindacali e Leggi relative al commercio ambulante di frutta, verdura, fiori, pane. Ecc, vigilanza necessaria anche nell'interesse del consumatore"; l'8° in cui si chiede "di discutere il progetto per il Centro Storico 'Centralità e Storia' fermo dal 2007 presso l'Ente Comune"; il 10° sull'urgenza "di sollecitare l'inserimento nei PON (Piani Operativi Nazionali) della tratta ferroviaria della RFI Matera – Gravina in Puglia rimettendo la nostra città al centro del territorio, cosa già proposta all'Area Vasta e allora accolta favorevolmente".
Per approfondimenti sulla questione, consultare in documento in allegato.
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Gravinalife Magazine è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile Francesco Dipalo

Domenica 5 Febbraio 2012 

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